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9 mars Riccardo IIIstasera andiamo a vedere:
RICCARDO III
REGIA di CORRADO ACCORDINO
La corte inglese della fine del 1400, dilaniata dai conflitti di interesse al termine della Guerra delle due Rose tra le famiglie dei Lancaster e degli York, assurge a metafora esemplare di infiniti altri nuclei sociali in cui l’ambizione, l’intrigo, la paura, l’incertezza, il sospetto, il tradimento e la menzogna inevitabilmente accompagnano la lotta senza esclusione di colpi per la conquista e il mantenimento del potere. Ci troviamo così immersi in un mondo senza tempo, o meglio in un mondo sincretico, dove tutte le possibili società trovano un disincantato e pessimistico punto di contatto al di là di ogni possibile utopia di riscatto dell’uomo dal male. In questo mondo non c’è tregua e non si dorme, perché non ci si può permettere nemmeno per un attimo di abbassare la guardia. E a simboleggiare per contrasto questa impossibilità di riposo, su tutto incombe la luce, onnipresente e invadente in una scenografia costituita da un audace fondale luminoso completamente vuoto. Su di esso si stagliano con straordinaria forza visiva i personaggi, ora sagome nere su abbaglianti sfondi colorati, ora ieratiche figure i cui costumi e il cui plasticismo rimandano all’iconografia della pittura e della scultura classiche, rinascimentali e neoclassiche. La messinscena si offre dunque come punto di incontro tra passato e presente, tra tradizione e tecnologia, tra “l’immutabile” che a dispetto dello scorrere del tempo caratterizza l’essere umano di ogni epoca e i differenti mezzi che di volta in volta la società del suo tempo gli fornisce. Estrema sintesi di questo connubio è un Revox, incombente registratore a nastro sempre presente sulla scena, cui è affidato il ruolo di alter ego di Riccardo, con la voce della sua coscienza, con il fluire dei suoi più intimi pensieri, con il risuonare delle voci di coloro che le sue macchinazioni hanno annientato e che tuttavia riemergono dal suo inconscio per perseguitarlo nei rari momenti di sonno. Un allestimento che gioca dunque ad un tempo sui contrasti e sulla loro sintesi. E forse il richiamo più evidente a non pochi aspetti della nostra contemporaneità sta proprio in questo incontro tra il fascino di uno scenario esteticamente elegante e seducente e la miserabilità del mondo ormai privo di valori che esso racchiude. Un mondo in cui la dissociazione tra apparenza ed essenza è spinta all’estremo, permettendo all’ipocrisia di trionfare in un susseguirsi di ribaltoni in cui gli “amici” di ieri diventano i nemici di oggi e viceversa e in cui il male interiore deborda e si espande su tutto. Così come deborda e si fa presenza scenica costante l’acqua, contenuta in un grande catino divinatorio nel quale sono di volta in volta immersi quei personaggi irrimediabilmente destinati a una morte violenta e sanguinosa. La profezia che identifica l’acqua col sangue trasforma i due liquidi vitali per eccellenza in allegorie di morte, offrendo al pubblico immagini di efferata crudeltà in una forma di avvincente bellezza estetica ed accentuando così la tensione che affascina lo spettatore con la seduzione proibita del male. CommentairesPour ajouter un commentaire, connectez-vous avec votre identifiant Windows Live ID (si vous utilisez Messenger ou Xbox LIVE, vous avez un identifiant Windows Live ID). Connectez-vous Vous n'avez pas d'identifiant Windows Live ID ? Inscrivez-vous RétroliensL'URL de rétrolien de ce billet est : http://littlestar74.spaces.live.com/blog/cns!228FF3AEA0397470!136.trak Blogs Web qui font référence à ce billet
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